JUSTFORFLY News 2009


Ottobre 2009: Articolo Vol Libre

QUEST’ANNO NON AVETE VOLATO UN LIBRA DI APCO?

PECCATO!

Nel 2009, Il pubblico del parapendio passa purtroppo accanto ad una magnifica macchina, il Libra.

Ancora un formidabile successo di Apco nella classe Sport!

Libra Brasiliera

 

STORIA E INNOVAZIONE!

Apco ha avuto il suo apice con qualche eccellente mezzo accuratamente tessuto con il Gelvenor tripla spalmatura assolutamente indistruttibile, quanto piacevole al tatto.

Oggi la marca rientra con un nuovo importatore in Francia. La Gamma è completa con 11 vele per il vololibero ed il paramotore.

In Classe Sport, questa nuova Libra mi ha letteralmente entusiasmato, almeno quanto l’Artik2 per delle ragioni globalmente simili. Il “Coup de Coeur” Vol Libre2009 sarà difficile da assegnare!

E’ un’ala dolce e precisa che non presenta alcun difetto. E ottima ovunque nell’ambito del volo di un parapendio. Ciò lascia spazio al picere del volo, al viaggio aereo, alla navigazione spensierata del mezzo nelle lunghe distanze.

Apco ha numerose soluzioni innovative. Il costrutore utilizza già da molto tempo i “Flexon Battens”, stecche sul bordo d’attacco, che rimpiazzano ormai totalmente il Mylar. Il guadagno di peso conseguente, più di 500 grammi malgrado il tessuto gelvenor da 42 grammi tripla spalmatura, la taglia M a 6,1 Kg alla pesa della redazione (6,3 kg per il costrutore) persa oramai meno di buona parte dei concorrenti. Essa occupa poco spazio ripiegata. Anche il profilo è nuovo. Troviamo dei cordini fini e sguainati fissati all’intradosso che risulta perfettamente liscio. In effetti niente sporge, nessuna asola sporge. I cordini sono fissati direttamente su dei rinforzi all’interno, un lavoro molto delicato.

Gli elevatori sottili e abbastanza rigidi sono anch’essi profilati con un bordo d’attacco ed uno d’uscita dunque controllare il loro orientamenteo nel montaggio. Con 360 m di fascio in totale sulla taglia M, la ricerca alle prestazioni è evidente. essi si allineano al flusso aerodinamico anziché resistere stando di traverso.

Dunque verificare bene il loro orientamento nel montaggio.

Con 360 mt. Di fascio totale sulla M, la ricerca delle prestazioni è evidente.

Un sistema di fettucce fissate sugli elevatori C scartano la possibilità di frenare la vela in accelerazione, con ciò risulta che i comandi restano in posizione costante e non trazionano il bordo d’uscita.

Da ciò, abbiamo sempre la stessa escursione per il pilotaggio a tutte le velocità.

Buono il controllo prevolo. Possiamo fare un giro.

I piccoli magneti in Neodyum delle maniglie non tengono sufficientemente. Il Loro rivestimento di spessore non aiuta.

Gli ancoraggi dei freni sono tutti rivestiti al bordo d’uscita rendendo così il comando dolce ed allo stesso tempo efficace.

Lo zaino è l’ormai conosciuto Apco, piacevole nell’utilizzo con il suo sistema di regolazione del volume attraverso le cinghie scorrevoli, ma un po’ instabile nel trasporto a causa del tessuto sottile ma poco ingombrante ripiegato.

Il dorso e le bretelle sono ben imbottite e con bande rifrangenti. Molte tasche sul lato superiore e sul davanti.

 

DECOLLO

Il fascio è piuttosto fluido e il controllo si fa dagli elevatori. Come tutte le vele a fascio sottile, e necessario prendere il giusto tempo. La Fretta mi ha fatto decollare con una micro cravatta senza conseguenza.

Il Centro è segnalato da un triangolo, in tutte le condizioni comprese quelle ventose, dopo la trazione sensibile sugli elevatori, l’ala assume una traiettoria molto regolare e sale progressivamente senza superare il pilota fermo. Una corta accelerazione dopo una pacifica attesa, regala un decollo tranquillo dopo tre passi, in aria calma come nella brezza, senza mai strappare.

Il controllo sopra la testa è immediatamente buono. Non ho mai avuto a che fare con un rigonfiagigo o un ricentraggio. Quasi un’ala scuola.

 

VIRATA

La confidenza si stabilisce immediatamente alla prima virata. Il Libra segue le traiettoria, molto lineare il comando che resta dolce e progressivo. Per coloro che amano volare a mani piuttosto alte, un giro sui comandi conviene per essere in presa diretta con i comandi del bordo d’uscita. Ci vogliono solo 4,5 kg di sforzo e 35 cm per ottenere un 360° a 20° d’inclinazione. Leggero, piacevole, quasi perfetto!

Grazie senz’altro al rinforzo del bordo d’uscita, il comando è preciso e permette la virata senza supporto della selletta con una combinazione di rollio e imbardata autonome.

Un leggero rinforzo permette di rientrare facilmente.

Il Libra eccelle ne pilotaggio con il comando esterno. Apprezza ugualmente un piccolo colpo nella selletta al contrario per entrare in 360° molto inclinati o verso l’interno per rientrare in condizioni forti.

La traiettoria è pulita, senza accelerazioni, scivolate o derapate. I tassi di salita sono da classificarsi tra i migliori del momento e faranno piangere più di un’aquila del sito.

La virata ad un basso angolo d’inclinazione è eccezionalmente redditizia in poco tempo.

Il Libra galleggia sul debole. Un piacere. In condizioni forti e agitate l’ammortizzamento del rollio è progressivo, piacevolmente determinato all’inizio dall’inclinazione.

Non si è mai sbalzati nella selletta. Di grande comodità.

 

BECCHEGGIO E VOLO DRITTO.

Il Libra è un ala molto confortevole anche su questo asse, probabilmente per il fatto del sua distanza di quasi 8 mt. In ascendenze molto forti, può accadere che rallenti leggermente all’ingresso ma globalmente l’ammortizzazione alla cabrata è buona con una stabilità appropriata.

È prefetta nel avanzare con una ripresa di velocità naturale e rapida. L’ala è molto indipendente su quest’asse.

Si legge 2 kg di sforzo al comando per una velocità di 27 Km/h con 20 cm di trazione e 1kg per i 30 km/h con 15 cm. dunque l’escursione piuttosto corta.

In accelerazione il Libra è molto stabile a 37 km/h a braccia alte, 44 km/h alla prima pedalina e a 51 km/h circa alla seconda. L’acceleratore si utilizza senza vergogna per delle prese di velocità regolari tipo TGV! Nulla si muove.

Dall’altra parte della polare, al carico alare della prova, lo stallo si trova a 24 km/h con 8 kg. di sforzo sui comandi. Rilasciata dopo lo stallo completo, la picchiata è calma.

L’atterraggio è altrettanto elementare quanto il decollo con un mezzo che risponde bene all’intervento sui comandi.

Essa accetta altrettanto bene sia gli arrivi con virata e raccordo con presa di velocità a braccia alte in finale che gli atterraggi lenti a metà freno. Dunque nessun problema per i ritorni al touch and go in decollo.

 

PIU' LONTANO

In più di 15 ore di volo in ogni condizione, non ho visto che una sola piccola chiusura di stabilo al limite di una termica consistente, a più di 6 m/s. La Libra ha mantenuto la sua traiettoria in virata con appena un po’ più di scivolata. Pacifica riapertura autonoma. Banale. In Effetti l’ala previene abbondantemente per tempo al suo pilota alleggerendo progressivamente prima di chiudere.

Spesso accelerata sulle creste, l’ala non ha mai mostrato debolezza, il bordo d’attacco rimane solido senza preoccupazioni.

Tenuto conto delle condizioni alle volte “Aspiranti”, tutte le modalità di discesa rapida sono state provate. Tutte funzionano efficacemente e senza violenza.

Per me il miglior compromesso confort/efficacia su quest’ala è il 360° trattenuto con un’orecchia esterna che resta chiusa a comando rilasciato. Perfetta. Si mantengono facilmente tassi di caduta a -6 m/s senza centrifughe notevoli.

Nessuna osservazione in nessuna manovra..

Le orecchie sono banali sia in volo accelerato che a braccia alte.

Le piccole orecchie danno una velocita di discesa di appena 2 m/s e rallentano a 35 km/h, dunque poco utili. Accelerando alla prima barra, migliora con un -3 m/s a 40 km/h. La riapertura è autonoma ma molto progressiva. Meglio intervenire sui comandi.

Lo stallo B è degno di un’ala scuola, fisico ma calmo con un’uscita senza pendolata significativa.

Nel 360° trattenuto, Il Libra è stabile in spirale, richiedendo uno sforzo continuo ed uscendo spontaneamente dopo più di un giro al rilascio del comando.

Il tasso di discesa può essere elevato pertanto, a 10 m/s al 2° giro se insistiamo ma non è mai inquietante poiché non mette facilmente il bordo d’attacco rivolto a terra. La risorsa a disposizione è potente ma gestibile.

Non c’è assolutamente tendenze al negativo. Gli interventi sono convertiti in rollio.

Se provocato volontariamente con un giro o due di freno sulle mani, Il Libra esce da solo in meno di mezzo giro dal rialzare le braccia.

Come spesso accade, la C è stata assegnata alla chiusura di grande ampiezza soprattutto per la progressività dell’uscita che è superiore ai 3 secondi dopo l’intervento del pilota.

I “Flexon Battens” che tendono a volte ad impastare il momento della riapertura probabilmente… altrimenti l’infinita maggioranza delle valutazioni è A!

 

PERFORMANCES

Molto buoni sia il tasso di discesa puro in aria calma con 1,09 m/s a 33 km/h e l’efficienza a braccia alte, 9,12 a 37 km/h, le prestazioni sono al top della categoria soprattutto visto l’allungamento ragionevole e la facilità con la quale è possibile ristabilizzarla in totale assoluta serenità.

E’ questo che ha fatto permesso di ottenere un compromesso quasi da sogno.

Si trova appena meglio sul mercato attualmente, ma ciò si paga a volte a caro prezzo in comportamenti al limite!

A voi la scelta.

 

CONCLUSIONI

L’Apco Libra è perfettamente mirata al livello di capacità di un pilota di classe Sport.

La sua accessibilità permetterà di salire di gamma ai piloti di esperienza maturata sulla loro 1-2.

La sua sicurezza passiva, il suo comportamento in turbolenza, il suo decollo impeccabile, la sua eccellente virata, il suo confort in volo, le sue performance all’altezza tanto quanto in tasso di risalita che in efficienza, ne fanno un prodotto molto seducente che acquisterei volentieri.

L’ala è bella, innovativa, perfettamente realizzata in un tessuto ritenuto resistente, con un peso molto concorrenziale. Ho semplicemente amato quest’ala molto maneggevole. Nel 2009, il Libraè da provare assolutamente prima di ogni decisione di acquisto nella sua classe.

E’ disponibile con gli elevatori specifici per il paramotore.

Noel Bertrand, giornalista di Vol Libre.

 

Articolo Orginale



Ottobre 2009: Prova Libra della rivista XC Mag.

Bob Drury and JC Skiera fanno i conti con l’ultima vela sportive ENC di Apco.

 

Presentazione di Apco.

Libra è la nostra ultima vela High-performance per il Cross Country ed ha la miglior maneggevolezza fin’ora realizzata da APCO!

 

BACKGROUND

APCO, Agur Product Company, (l’Agur è una gru in Ebraico), è probabilmente il più longevo produttore nel nostro sport. Infatti il titolare e codesigner Anatoly Cohn iniziò la sua carriera progettuale nel 1969 quando ha progettato un deltaplano che alla fine provocò la sua espulsione dalla ex URSS.

Trasferito in Israele, Anatoly iniziò a produrre deltaplani nel 1974. Costituì l’APCO nel 1982 con il proposito di realizzare sia ULMs che deltaplani. Nel 1986 l’idea, la rivoluzione delle ali flessibili è iniziata e Anatoly in questo gettò la sua immaginazione creativa.

E se una parola può riassumere APCO dovrebbe essere “Innovativa”

Ancora adesso Anatoly è ancora un uomo fermo nelle sue idee e le sue convinzioni passano attraverso i suoi disegni.

“Non voglio compromettere la sicurezza dei piloti solo per realizzare un prodotto che sembri migliore!” mi disse tre anni fa quando, forse sfacciatamente, gli dissi che che gli elevatori da 25 mm del Lambada sembravano vecchio stile e decisamente superati rispetto alla magior parte dei rivali.

Tipicamente Anatoly ha pensato alla sua maniera di superare il problema coerente con le sue idee come potrete vedere in questa rivista.

L’approccio creativo al progetto di Anatoly ha portato successi senza fine, in particolare alla fine degli anni 90 quando le vele Apco erano la scelta per molti record del mondo.

All’epoca 13 record sono stati fatti con vele Apco e Anatoly continua ad offrire una buona ricompensa di 25000 $ a chiunque realizzi un record di distanza libera o dichiarata FAI con una vela APCO omologata.

APCO produce in Israele dove realizzano la progettazione, i test e la produzione. Anatoly dirige l’azienda supportato ora da Adam Wechsler, principale test pilot e co-designer.

Il Libra entra nella famiglia delle vele APCO per rimpiazzare il Lambada, vela LTF2 dal 2006. Si posiziona sopra al Vista LTF 1-2 ed è la più performante vela da cross country che abbiano realizzato.

Come tutte le altre vele della gamma, Apco ha scelto di non utilizzare il sistema di “scalare”le dimensioni della vela per le varie taglie.

Aumentare o diminuire le proporzioni s’intende progettare la vela sulla taglia del collaudatore e poi il software scala ogni componente su o giù per la taglia maggiore o minore mantenendo la stessa forma ed allungamento.

APCO invece, utilizza un sistema differente, aggiungendo o togliendo dei cassoni nel centro della vela per variare la superfice mantenendo la stessa corda centrale per tutte le taglie.

Ciò significa che la più piccola Libra ha 52 cassoni ed un allungamento di 5,54 e la più grande57 ed un allungamento di 6,06.

Fondamentalmente la più piccola è più grossa e la più grande è più stretta.

Mentre altri sono a favore dello zoommare le taglie dicono che sia il metodo migliore per mantenere le stesse caratteristiche su tutta la gamma, Anatoly, invece, non è d’accordo.

“Abbiamo utilizzato lo stesso metodo per anni e funziona. Mantenendo la stessa corda siamo in grado di mantenere la stessa maneggevolezza ed in particolare la stessa escursione dei freni in tutte le taglie. Così cambiamo la superficie delle vele per realizzare le taglie e ciò significa cambiare l’allungamento. Comunque il pilotaggio della vela rimane lo stesso.”

Anatoly puntualizza che questo approccio progettuale produce vele migliori perché le vele piccole sono naturalmente più aggressive, perciò ha più senso ridurre leggermente l’allungamento per queste. Viceversa ingrandendole diventano  più docili nelle reazioni così da poter aumentare l’allungamento.

 

La Nostra Opinione.

Aprendo il pacco ricevuto da APCO ho trovato un Kit veramente completo.

La scatola conteneva una vela con la sua sacca e lo zaino, un kit per la riparazione, un DVD, una speed bar e vari adesivi.

Aprendo la vela per la prima volta ti fai un’idea dell’originalità del Libra.

Tutto eccetto le intercentine nella vela è realizzato completamente in Gelvenor, un tesuto poco utilizzato dai produttori. Gelvenor, se non lo sapeste, è un tessuto più resistente rispetto ai normali ripstop, grazie alla siliconatura che lo rendono un po’ pesante ma conferisce una sensazione completamente diversa.

Apco ha anche continuato con la sua lunga tradizione di fissare il fascio direttamente all’interno della vela anziché nelle tradizionali asole, poiché ritengono che ciò aiuti a ridurre la resistenza.

Il Libra incorpora anche l’Apco Flexon Battens (stecche flessibili al bordo d’attacco), che ora sono una caratteristica dell’intera gamma APCO. Introdotte inizialmente nel 2003, Flexon battens sono dei fili di plastica di rinforzo del bordo d’attacco.

APCO dice che hanno eliminato la necessità del pesante tessuto Mylar che molti costruttori utilizzano per aggiungere rigidità al bordo d’attacco.

Facendo questo hanno ridotto il peso di mezzo chilo. Dove il Mylar è facilmente danneggiabile lungo la cordonatura, Apco afferma che le stecche non hanno dato segno di sostanziale danno nemmeno con ripiegamenti sommari o errato stoccaggio.

Gli elevatori sono un altro inusuale e splendida trovata rivoluzionaria dell’approccio alla sicurezza “senza Compromessi” di Anatoly Cohn. Invece di utilizzare delle strisce da 12 mm come tutti stanno facendo per ridurre la resistenza, egli ha abilmente utilizzato la stessa bretella da 25 mm, ripiegata a metà con una torsione per esporre la parte arrotondata al flusso d’aria e cucita assieme a formare un più aerodinamico profilo a goccia.

Il risultato è meno resistenza con lo stesso materiale! Un Genio!

Gli attacchi dei freni con magneti ricoperti dal tessuto e con girelle per eliminare la torsione dei cavi nel tempo.

Al posto di collegare i freni in un punto statico sul elevatore D, sono collegati ad una fettuccia che passa sopra gli elevatori C e attraverso un’anello alla base delle D.

Il risultato è ciò che APCO chiama Accelerated Flyght Brake Compensator (freno compensatore nel volo accelerato). In breve, quando l’acceleratore è in uso e gli elevatori A, B e C scendono, il facio freni viene rilasciato e sale, impedendo ai freni di interferire durante il volo accelerato.

Nonostante tutte le impressionanti innovazioni di APCO, quando esaminai il Lambada, il predecessore del Libra, tre anni fa lo trovai molto difficile da giudicare.

Anche allora la casa lo descrisse come vela con la miglior maneggevolezza che avessero prodotto.

Con la pubblicazione dello stesso slogan per il Libra, naturalmente ho un approccio alla vela un po’ apprensivo.

Sperando di allargare le capacità di giudizio della squadra test di XC Mag, ho chiesto a JC Skiera, un esperto amico volatile di provare anche il Libra.

 

Volando il Libra

Il Libra ha gli elevatori A separati che ti danno la possibilità di decollare con le A centrali o con tutte. Il risultato è una vela dal controllo molto facile ed il decollo affatto complesso.

Anche JC commenta “Le fasi di decollo sono talmente semplici che pensavo di avere una vela probabilmente un po’ lenta”

Così con JC preoccupato che il Libra potesse essere troppo lenta, ed io preoccupato di volarla arriviamo alla parte più importante del processo di recensione: il test in volo.

Prima ho lasciato JC volare il Libra per qualche giorno per conto suo.

“La prima cosa che ho notato è la leggerezza dei freni anche volando al massimo carico” mi disse al suo ritorno. “Potrebbe essere un po’ inquietante se la tua ultima vela era un carro armato, ma è grande nei voli lunghi.”

“E’ agile e precisa in termica. La vela non gira piatta, ma ama virare veloce con molta energia. Una piacevole virata coordinata senza tendenza a scivolare. Il raggio può essere facilmente controllato sia con il comando interno che quello esterno.Un leggero spostamento del peso sembra produrre il miglior risultato anche se un eccessivo appoggio può portare ad una spirale come configurazione, per i miei gusti, almeno.

Quando è stato il mio turno di volare il Libra, mi sono trovato d’accordo con quanto detto da JC.

Il Libra è al suo massimo in Termica. Ama essere girata stretta e come Aveva scoperto JC, ma che può diventare superstretto con un filo di natica.

Puoi controllarla con entrambi i freni o con lo spostamento del peso e a me piace veramente quanta manovrabilità ha questa vela. I Wingovers ed i cambi di rollio sono coordinati ed energici all’elevato carico con cui entrambi  l’abbiamo volata.

Le prestazioni del Libra parlano da se. La velocità di trim è competitiva e l’acceleratore largamente utilizzabile.

C’è un leggero calo di prestazioni nella prima metà di acceleratore, però nelle Alpi l’ho utilizzato dalla metà in su tranquillamente con tutte le mie vele è l’ho trovata molto performante al di sopra del mezzo speed.

Comunque c’è ancora qualcosa di leggermente diverso riguardo al Libra su cui non ero in grado di mettere le mani. Mi ci è voluto un po’ per individuare una certa elasticità che l’ala ha in aria.

Esso quasi assorbe gli shock delle turbolenze come le incontra e ha l’elasticità nel modo in cui trasmette le termiche. Mi chiedo se questo sia il frutto dell’utilizzo del tessuto gelvenor che da qualcosa in più rispetto ad altre vele, ma il co-designer Adam Wechsler mi ha detto che egli pensa sia semplicemente il risultato del posizionamento del fascio.

In ogni caso questo leggero assorbimento di turbolenza rassicurerà tutti e sorridere una volta che lo avrete provato.

“E’ una vela piena di carattere!” è ciò che JC riassunse. “Una GTI un po pungente con una differenza. Amo le vele sportive e piccanti e più volavo il Libra e più dimenticavo il disagio provato con il Lambada tre anni fa. Essa ha un gran carattere del tipo che potrebbe essere necessario un po’ di tempo per capirla ma nel momento in cui l’avrai fatto troverai un fedele e affidabile compagno con cui giocare.

Nel corso di alcune settimane e 15 ore di volo sono passato dall’essere scettico, insicuro dell inusuale feedback che il libra mi stava dando, al farmi innamorare del  Libra da non voler restituire la vela. Se non avete volato un Apco prima e state cercando una nuova vela sportiva ENC / LTF 2 allora il Libra è una vela che dovrete provare, ma concedetevi più di 5 minuti di volo.

E se il Lambada non ha incontrato i vostri gusti, eliminate i vostri pregiudizi e affrontate il Libra ad occhi aperti, potreste ben essere come noi e non volerlo più restituire.

 

In breve.

Una vela fantastica con un’agilità e maneggevolezza da medio ad alto livello per la classe d’appartenenza, la rendono una gran scelta per lunghi e confortevoli voli di Cross Country.

Se sei pronto ad abbracciare un classe sport, questa è una vela veramente concreta che ti porterà nelle prossime competizioni ed oltre.

 

Gli autori.

Bob e JC hanno volato un Libra S a 95 Kg.

Articolo Libra XCMAG

2009: Per i piloti competitori...

Offriamo prezzi interessanti per i piloti competitori. L'offerta è rivolta ai piloti che partecipano già alle competizioni o con formula particolare per i piloti che vogliono partecipare alle prossime. Per usufruire dell'offerta è necessario dimostrare le proprie capacità documentando i propri risultati. Ma non è tutto. Per chi ha le capacità, ma vuole un mezzo per esprimerle, ottenendo risultati degni di nota, possiamo premiare gli obiettivi del prossimo anno. Chiamatemi per saperne di più!

2009: Vele Apco ad ADRENALINA

Nella cornice di Malcesine sul lago di Garda anche quest'anno si terrrà l'evento Acro Adrenalina con la possibilità di provare anche i prodotti APCO. Sarà presente un gazzebo in atterraggio e qualche vela da provare. I primi piloti che hanno provato le vele hanno tutti creduto di stare su un'ala di categoria superiore in termini di efficienza percepita e confrontata. Non mancate... APCO tornerà a far parlare di se!!!

Luglio 2009: Vista HP in prova!!

Disponibile anche il VISTA HP S per le prove. I paramotoristi sono avvisati!!! Vela sportiva e veloce con inedito profilo ibrido REFLEX esclusiva APCO. Studiata, testata e sviluppata sulle specifiche richieste dei paramotoristi già clienti APCO è una novità che farà parlare di se nel mercato delle vele da paramotore. Ulteriori informazioni alla pagina dei prodotti....

Luglio 2009: Completata omologazione Libra EN C

Finalmente copletati anche i test di carico del Libra e quindi ufficialmente certificato ENC. disponibili i test in volo di Para test sulla pagina del Libra. buoni voli.

Giugno 2009: Vele Demo in Italia

Finalmente tornano in Italia le vele Apco!
Completamente rinnovata la gamma, mantengono solo i pregi peculiari della storica produzione della casa Israeliana: la longevità del tessuto, la solidità in volo e le grandi prestazioni.
A queste importanti caratteristiche si aggiunge oggi anche una maggiore maneggevolezza, una riduzione del peso delle ali grazie alle nuove tecnologie e la possibilità di verificare tutto ciò in volo!
Sono disponibili al momento le principali vele da Volo libero ed in base alle richieste organizzo nei prossimi giorni delle giornate di prova nei vari siti di volo in italia.
Naturalmente darò la precedenza alle località dove maggiore sarà la richiesta di prove di volo.
Buoni Voli a tutti.
Andrea

Maggio 2009: Dal Sito Apco: Imbrago ChairBag / Backpack (convertibile)

Il ChairBag è una nuova selletta convertibile/zaino by APCO. Sofisticata, super leggera a doppio uso. Un imbraco a quando si è in volo e uno zaino quando si viaggia, il tutto a meno di 2.5kg. Progettato per i piloti in movimento che desiderano la comodità e la sicurezza passiva di una selletta per la metà del peso. Basta capovolgere l'imbragatura, infilarci la vela e si è pronti ad andare. Professionale con le spalline per il trasporto imbottite in gel e cintura in vita per rendere più confortevole, e meno faticosa ogni escursione per il volo.
A differenza di altri imbraghi convertibili sul mercato, la ChairBag viene fornito con un ampio sedile piatto per il massimo comfort e controllo nel volo dinamico con spostamento del peso. Massima protezione assicurata al pilota grazie all’airbag integrato Cygnus appositamente progettato con valvola d’aria a senso unico.
Dotato di agganci rapidi e fibbie regolabili loop and slide per un facile utilizzo in volo, il ChairBag si rivela estremamente quanto inaspettatamente comodo.
Il ChairBag è disponibile in tre modelli:
  • ChairBag CLASSIC 2.5KG - Imbracatura cinghia sistema che include 4 Agganci rapidi - 2 per le gambe, e 2 seprati per il T-lock sul petto (Simile all’imbrago Edge)
  • ChairBag INTEGRALE 2.9Kg - Imbrago con contenitore per il paracadute di emergenza predisposto sotto al sedile e sistema di cinghie che include 4 Agganci rapidi - 2 per le gambe, 2 separati per il T-lock sul petto. (Simile all’imbrago Edge)
  • ChairBag PLUS 2.5KG - Imbracatura realizzata con "get-up" System, composto da 2 Agganci rapidi (simili a Finesse)
Taglia unica regolabile (160-185 centimetri).